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La vera storia della parola “Marijuana”

La vera storia della parola “Marijuana”
18 Maggio 2021 Copy

“Se vuoi sapere come sarai domani osserva i tuoi pensieri di oggi.” – Franco Battiato, dalla canzone “Il cammino interminabile”.

  Salutando un grande artista e Maestro, quale era Franco Battiato, oggi ci soffermeremo sul peso e sul significato delle parole. È facile immaginare come parole quali “proibizione” e “guerra alla droga” siano contestualmente più affini ad un linguaggio genocida. Possiamo, però, recuperare il bellissimo significato della parola “marijuana“. 

  Marijuana, da molti decenni, significa sostanza stupefacente. La storia che solitamente viene narrata è che durante gli anni ’30, Henry Anslinger e William Randolph Heart iniziarono ad usare questa parola per demonizzare la cannabis. Più specificatamente, per avere una scusa in più per demonizzare i gruppi etnici che negli Stati Uniti erano associati all’uso di questa pianta. Ma è davvero negli anni ’30, e con queste implicazioni che si è diffusa questa parola?

Una foto di Harry J. Anslinger con una sua deprecabile citazione.

Mariguana 170 anni fa

  A dire il vero no. La parola era in realtà diffusa in un certo numero di lingue. In un vocabolario medico del 1846, la Farmacopea Mexicana appare distintamente la parola “Mariguana”. Lo scopo era distinguere tra il nome popolare della Cannabis indica, chiamata Mariguana o rosa Maria e quello della Cannabis sativa, detta Càñamo. 

  Troviamo però riferimenti alla parola anche in altri testi dell’epoca. Per esempio troviamo indicata come “Marihuana” la Cannabis indica nel The Dental Register, Vol.39, p.192. E si tratta semplicemente di una indicazione in una rivista dentistica

  Anche nel Vol.50 del The Medico-chirurgical Review troviamo indicata la Cannabis indica sotto il nome di marihuana. Queste due citazioni sono datate rispettivamente 1885 e 1847 e rappresentano solo degli esempi di una vasta nomenclatura Statunitense. Ancora, nel 1853, il medico Inglese Robert Hooke usava il termine “Mariguana” allo stesso scopo di distinguere tra le due varietà di cannabis in India.

Da dove deriva “Mariguana”?

  Probabilmente, l’origine è comunque da attribuire al mescolarsi di diverse etnie. Si trovano tracce in diversi flussi migratori. Sappiamo ad esempio che in Messico la cannabis fu introdotta dagli Spagnoli per la produzione di canapa.

  C’è una teoria interessante riguardo una possibile influenza cinese sul vocabolo. Nel Messico Occidentale, infatti, si stabilizzò una considerevole comunità Cinese, all’epoca. È possibile che una combinazione di sillabe con cui ci si riferiva in Cinese alla cannabis (ma ren hua) siano la radice stessa della parola. La cosa interessante di questa teoria è che in Spagnolo colloquiale, mejorana chino indicava “l’origano Cinese“. 

Un’altra teoria affascinante correla le origini della parola agli schiavi dell’Angola portati in Brasile dai coloni Portoghesi. La parola Bantu per descrivere la cannabis è infatti: ma-kaña. È probabile quindi che la parola “marijuana” era semplicemente una Spagnolizzazione di questi vocaboli. Comunque sia, anche se originaria del Sud America, la denominazione “Marihuana” o “Marijuana” era già nel XVII secolo in uso presso i prontuari medici di mezzo mondo

Da un termine colloquiale alla demonizzazione

  Prima di descrivere il brusco ed evidente cambiamento dell’uso di questa parola nel mondo Occidentale, voglio fare una piccola premessa. Una parola porta con sé un bagaglio di informazioni enorme e pieno di vissuti, perché entri nel linguaggio quotidiano. Raccontare sensazionalisticamente che la parola “Marijuana” è stata coniata per rendere ancora più sconcertante, con un vocabolo Messicano, il terrore verso gli Ispanici è a sua volta una demonizzazione per quella che è di fatto stata una parola innocente per almeno quasi un secolo. Sarebbe bello se si togliesse peso da questa parola, farebbe sempre meno effetto quando esce dalla bocca di un proibizionista.

  Detto questo, vediamo chiaramente come da una parola innocente, la strumentalizzazione e non l’origine stessa della parola sono da attribuire ad una società razzista ed avvinghiata nel terrore. Come abbiamo visto, il più dei riferimenti pre-‘900 riguardano l’uso medico o tessile della cannabis. Agli albori del ‘900 invece c’è un cambiamento drastico. Cominciano improvvisamente ad apparire titoli di giornale sensazionalisti che sovrappongono la provenienza Messicana ad una “follia” indotta dalla cannabis. Vediamo il titolo del Los Angeles Times, 1905: Delirium or death: terrible effects produced by certain plants and weeds grown in Mexico.

Con questi titoli si diede il via al Marijuana Tax Act, si tratta dell’origine insieme si del proibizionismo che della strumentalizzazione della parola “marijuana” in senso discriminatorio, notare la sottolineatura su “friendly stranger” lo straniero amichevole.

  Il problema è che i Messicani parlavano di locoweed, erba del folle, ma non in riferimento alla cannabis! Era infatti una pianta del genere Astralagus, confusa con la cannabis. Vediamo un ispessimento di questa confusione in un numero del The Washington Post del 1913. Qui è evidente che non si sa di cosa si stia parlando. Se inizialmente la narrazione di questo articolo riporta distinzione tra due tipi di cannabis, si riferisce in realtà sempre alla cannabis indica. Solo che la indica come “medicina” se sotto forma di bhang Indiano, mentre la indica come un “veleno” se sotto forma Messicana. Che pasticcio!

Raffigurazione dell’Astralago.

In buona sostanza

  Questo tipo di demonizzazione ha raggiunto le sue vette più alte con azioni di propaganda spudorata. Reefer Madness, originariamente chiamato Tell Your Children! rappresenta appieno la radice in cui affondano le origini del proibizionismo contemporaneo nei confronti della cannabis.

  È decisamente giunto il tempo di finirla con queste convinzioni: marijuana non è un termine razzista, non è coniato da colonizzatori e non indica una pianta che fa impazzire la gente. Chiedete a questa tenera nonnetta:

  Di razzista e di folle semmai c’è solo la strumentazione che determinate parti politiche perpetuano per il proprio individuale profitto. Marijuana è un termine che può essere usato con la stessa tranquillità con cui lo usavano, colloquialmente e non, i medici dell’800. Anzi, dirò di più: si tratta di un bellissimo vocabolo che potrebbe essersi originato da improbabili incontri tra persone oppresse di diversi continenti. Altro che significato razzista, è facilissimo notare come chi usa queste strumentalizzazioni divisive è semplicemente chi gode del governare su poveri che si danno battaglia!

  Tell Your Children! Ditelo ai vostri ragazzi! Soprattutto se li vedete contemplare un Clipper della collezione Frida Kahlo presso il Clipper Point più vicino. Dopotutto, il Messico si sta preparando alla legalizzazione!

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