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L’importanza di un buon vaporizzatore portatile

L’importanza di un buon vaporizzatore portatile
14 Maggio 2021 Copy

“Nel mondo c’è un ordine naturale di farmacie, poiché tutti i prati e i pascoli, tutte le montagne e colline sono farmacie” – Paracelso

  Il valore terapeutico della cannabis cresce di giorno in giorno. Sempre più paesi nel mondo riconoscono la cannabis sempre meno come una droga e sempre più come una medicina. Eppure c’è ancora chi va dicendo della cannabis che è “droga”, cioè “morte”. Risibile poi l’impatto collaterale della cannabis quando la si mette a confronto non solo con droghe illegali, ma anche con sostanze di consumo normalissime

Ma dopotutto tra gli interessi della lobby proibizionista non c’è evidentemente l’amore per il sapere. Figuriamoci il miglioramento delle condizioni di chi ha la sfortuna di sviluppare o contrarre malattie dolorose. Un esempio sconcertante è la tesi secondo la quale “la cannabis fa comunque male perché la si fuma”. Il che è particolarmente sconcertante quanto a livello di ignoranza: ci sono moltissimi altri modi di assumere cannabis. Voler contrastare qualcosa senza avere la minima idea di cosa sia è sintomo di pura strumentalizzazione, una malattia della nostra civiltà.

Vaporizzatore, un dispositivo medico

Facciamo allora chiarezza sui metodi che presentano un “impatto 0” sulla salute dell’individuo. A seconda degli scopi la cannabis terapeutica può essere assunta con gli edibles, con degli oli anche ad applicazione topica, o con un vaporizzatore. Se la patologia di cui si soffre, come ad esempio una fibromialgia, è caratterizzata da una sintomatologia base incrociata ad episodi dolorosi più acuti, può essere utile considerare l’edibile come base terapeutica, ed il vaporizzatore per calmare istantaneamente episodi e dolori acuti. 

  Sappiamo che “l’inalazione agisce più in fretta rispetto alla via orale” (Firenzuoli et. al., 2015). Il Dr. Firenzuoli ed i suoi collaboratori hanno compiuto in Italia delle analisi approfondite delle metodologie di somministrazione della cannabis. Hanno anche potuto valutare quali fossero eventuali effetti collaterali. Sulla vaporizzazione hanno concluso anche che “Il vapore della cannabis viene inalato allo stesso modo in cui si inala il fumo, ma senza gli effetti collaterali del fumo. Dato che il THC viene rilasciato senza combustione, nulla viene perso…. La possibilità di ottenere lo stesso effetto utilizzando una quantità minore di cannabis rende l’acquisto di un vaporizzatore una scelta economica“.

  Il VOLCANO Hybrid rappresenta sicuramente l’emblema della categorizzazione di un vaporizzatore in quanto dispositivo medico. Questo è dovuto alla sua solidità ed alta affidabilità: un VOLCANO, con una buona manutenzione, può rimanere come nuovo per anni. Inoltre è un vaporizzatore davvero eccellente. Di contro, però, si tratta di un dispositivo fisso, e più indicato per sessioni dedicate. Converrà quindi tenerlo fisso a casa. Qui vedremo che i vaporizzatori portatili di ultima generazione permettono di avere sempre a disposizione la propria terapia per ogni evenienza.

Terapia a pronta disposizione

  “La vaporizzazione offre il vantaggio di un rapido assorbimento del principio attivo nel flusso sanguigno … minimizzando il rischio di sovra- e sottodosaggio ed evitando i danni del fumo” (Firenzuoli et. al. 2015). È chiaro che per lo meno allo scopo terapeutico questa forma di somministrazione è maggiormente utile in casi di necessità istantanei. Ma se non siete a casa con il vostro vaporizzatore da tavolo, adesso è possibile comunque rimediare sollievo. 

  Il vaporizzatore portatile PAX 3 presenta rispetto al suo predecessore una serie di migliorie specificatamente adatte a questo tipo di esigenze. Migliorano le prestazioni e la qualità del vapore, già eccellenti nel PAX 2, ma soprattutto si riduce il tempo di riscaldamento – solo 15 secondi! Inoltre è provvisto di una migliore batteria, ricaricabile ad ogni tipo di presa USB. In un’ora e mezza sarà completamente carica a partire dallo 0%, con una autonomia estesa di 10/15 minuti rispetto al PAX 2. 

  La durata complessiva dipende dalla temperatura selezionata e dalla modalità. Con una app specifica infatti potete scegliere tra 4 modalità d’uso: boost, efficency, stealth e flavor.

Perché consigliamo PAX 3

  Una miglioria che rende PAX 3 un vaporizzatore ulteriormente adatto a specifiche esigenze è la possibilità di vaporizzare nella camera di combustione anche dei concentrati. Le terapie a base di cannabis sono infatti sia direttamente a base di infiorescenze specifiche, sia a base di speciali preparazioni galeniche (come il dronabinol). L’ottimizzazione per gli estratti eviterà un tiro troppo brusco, rendendo la consumazione di questi più gradevole.

  Sebbene i vaporizzatori maggiormente indicati a scopo medico siano con sistema di riscaldamento a convezione, PAX 3 ha una funzione che lo rende più adatto allo scopo di altri vaporizer. Si raffredda immediatamente con il tocco delle labbra. I materiali con cui è composto sono di qualità medica e porta con sé una garanzia di 10 anni!

  Infine, il suo design molto elegante lo rende adatto ad un uso armato di una certa discrezione. Purtroppo anche per chi usa la cannabis a scopo terapeutico lo stigma è ancora molto presente. Un design così sottile ed elegante assicura facilmente un uso discreto e tranquillo anche fuori di casa.

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