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Quanto valgono le piantagioni più grandi sequestrate?

Quanto valgono le piantagioni più grandi sequestrate?
21 Luglio 2021 Copy

“Il desiderio di resistere all’oppressione è radicato nella natura umana” – Publio Cornelio Tacito

  Recentemente una notizia è apparsa timidamente su tutti i notiziari: Pompei – rinvenuta una piantagione di 18000 piante di cannabis. Sicuramente è ironico pensando al fatto che in Campania si è coltivata canapa per secoli. Ancora più ironico considerando i ritrovamenti archeologici di tinozze da macerazione del vino a Pompei che contenevano tracce di cannabis

Affresco Pompeiano.

  Da un lato si potrebbe benissimo parlare di un ottimo caso in cui un sequestro è repressivo verso una tradizione millenaria. Dall’altro non è affatto saggio tralasciare, per semplice ironia, che si tratta di quella che poteva essere per qualcuno una vera miniera d’oro. Vediamo quindi di fare una stima del valore di diverse piantagioni sequestrate negli ultimi decenni.

Pompei, 2021

  L’area, larga all’incirca 2000 metri quadrati, era sufficiente a contenere 18000 piante. Vale a dire circa 9 tonnellate di parte aerea della pianta. Certo, giornali come fanpage parlano di “9 tonnellate di droga”, ma a meno che non si abbia qualche bias cognitivo sappiamo che è una stima quantomeno fallace. Ad occhio e croce, da quanto si può vedere dalle foto, si direbbe che fosse una piantagione di stagionali in piena fase vegetativa, forse in prefioritura considerando che la piantagione è stata scoperta per via dell’odore. 

Foto scattata da un drone dei Carabinieri.

  Quindi indubbiamente si tratta di piante che avrebbero prodotto un quantitativo enorme di infiorescenze… ma di certo non 9 tonnellate! Una stagionale come quella poteva anche raddoppiare in altezza, difficilmente in larghezza però, considerando la poca distanza tra una pianta e l’altra. 2000 metri quadrati sembrano uno spazio enorme, ma in termini agricoli si tratta di meno di mezzo acro. 

  In buona sostanza si può stimare che la singola pianta avrebbe potuto fruttare un quantitativo in peso che si aggira intorno ai 200-300 g, per un peso massimale di 5 tonnellate. Chiaramente è solo una stima, considerando che non si può avere idea né della genetica di queste piante né le si può esaminare da vicino. Peccato! In ogni caso 5 tonnellate sono comunque tante, sul mercato nero potrebbero valere dai 50 ai 70 milioni di Euro circa.

Canosa Di Puglia, 2017

  A Pompei sicuramente si è battuto ogni record di growing in guerrilla. A detenere il primato, prima di questo ritrovamento, era la piantagione dell’area Dauna tra Canosa di Puglia e Barletta con ben 7000 piante. In questo particolare sequestro furono ritrovati anche 200 kg di infiorescenze già essiccate ed in concia, che nella stima monetaria vanno aggiunte al calcolo. 

  Al solito, la descrizione delle piante sequestrate è piuttosto vaga ed imprecisa. Parlano di piante alte da 40 cm a 4 metri. Considerando anche il materiale già essiccato ed il fatto che parte di questo era confezionato per la vendita, si può stimare che ci fosse un ciclo di crescita continuo in serra. Inoltre, è molto probabile che vi fossero diverse genetiche e che quindi sia ancora più difficile stilare una stima precisa. Piante da 40 cm potevano essere molto giovani, oppure delle autofiorenti piantate insieme alle altre per il gusto di provare diverse genetiche. 

Le serre in un fotogramma del servizio di ANSA Live del 2018.

  Dunque considereremo una media di 2,5 m di altezza, dando per scontato che la maggior parte delle piante fossero comunque delle stagionali femminilizzate orientate alla produzione della maggior quantità possibile di infiorescenze. In questo caso, la piantagione era distribuita in più serre di grandi dimensioni. È quindi possibile che le piante potevano crescere molto in larghezza oltre che in altezza. Considereremo quindi una produttività di 300 – 500 g per pianta, il che rende questa piantagione in realtà molto competitiva con quella Campana. Con una stima massimale di 3,5 tonnellate, questa piantagione avrebbe potuto fruttare sul mercato nero dai 35 ai 50 milioni di euroPorca puttena!

Los Angeles, 2021

  Quando si parla di California, chiaramente non c’è storia che tenga. Bisogna precisare che in California la cannabis ricreativa è perfettamente legale. Coltivazione e spaccio illegale continuano imperterriti grazie ai prezzi competitivi ed alle selezioni di pool genici da sempre sviluppate in guerrilla in decenni di duro proibizionismo. Tuttavia ciò che continua a far guadagnare mercati illegali è sempre e solo il proibizionismo, in quanto la maggior parte della cannabis illegale prodotta negli Stati Uniti viene esportata da Stati in cui il mercato è legale a Stati in cui il mercato è ancora coperto dalla coltre dell’illegalità.

  L’attivismo Statunitense sta premendo molto verso una legalizzazione a livello federale proprio per contrastare fenomeni di questo tipo. Di conseguenza, in questa inquadratura, ha senso la notizia nel 2021 di una maxi piantagione sequestrata in California. E CHE maxi piantagione! Le stime del Police District che si è occupato del blitz parlano di un valore di oltre un miliardo di dollari!

  Si vede che i distretti di polizia Statunitensi sono “leggermente più aggiornati” di quelli Italiani. La stima è infatti piuttosto verosimile, considerando che si tratta di un sequestro di ben 373000 piante. Secondo le autorità si tratta di meno della metà delle coltivazioni illegali nella Antelope Valley. Nel sequestro, erano incluse 33000 libbre di prodotto già raccolto, ovvero quasi 15 tonnellate di infiorescenze! Il messaggio è chiaro: se vuoi essere un grower in California, i tempi del cartello e delle armi e della guerrilla è finito. Ma non significa che non puoi arricchirti con la cannabis, chiedete a Berner!

In buona sostanza

  La cannabis frutta una vagonata di soldi al secondo. Il proibizionismo, d’altronde ha il suo costo tra campagne pubblicitarie, studi mirati alla demonizzazione, persecuzione di individui che coltivano piantine troppo innocenti per essere considerate persino dalla Corte di Cassazione produzione ai fini di spaccio, ecc.

I sequestri più frequenti da parte delle forze dell’ordine. Ha senso paragonare un coltivatore domestico alle reti criminali dietro a produzioni da tonnellate?

  Non è mai troppo ridondante ricordare che mercato scandalosamente florido ci si perde a sguazzare in dilemmi etici dalla dubbia origine. Vedendo chi rallenta la legalizzazione in Italia, da gente che ha come vicino di partito assessori alla sicurezza dal grilletto facile, a chi parla di mancanza di libertà discutendo di un decreto legge che vuole porre un limite solo al bullismo, viene automatico pensare all’eventualità che il fatto che tanto denaro viaggi “col favore delle tenebre” sia in qualche modo vantaggioso per questi personaggi.

  Chissà, magari quel denaro illecito si trova proprio nelle tasche dei peggiori proibizionisti del Paese. Nel dubbio, almeno ora sappiamo che mercati da record ci perdiamo in piena regressione economica. O peggio, che mercati restano nelle trame dell’illegalità.

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