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Growing experience: Olanda vs USA

Growing experience: Olanda vs USA
22 Maggio 2021 Copy

“Ciò che non è assolutamente possibile è non scegliere” – Jean-Paul Sartre

  In Italia, nella posizione ed epoca in cui ci troviamo, è molto facile imbattersi in diciture quali: “metodo Californiano“, “metodo Olandese“. Ma a cosa ci si riferisce? Naturalmente per quanto riguarda le applicazioni Italiane ci si riferisce alle tecniche di produzione industriale di cannabis light. Questo fenomeno è dovuto all’osservazione dell’evolversi del mercato legale della cannabis in queste due aree del mondo.

  Chiaramente, nel 2020, non sono gli unici due posti nel mondo che fanno da ispirazione. L’origine però della cultura indoor è sicuramente rintracciabile tra questi due Paesi, tra gli anni ’70-’80. Più specificatamente, se facciamo eccezione per la seed bank dell’Australiano Nevil Schoenmakers, i maggiori growers indoor al mondo erano tutti Statunitensi o Olandesi

Nevil Schoenmakers.

  Successivamente, nell’esperienza Europea sono subentrate molte altre realtà. C’è ad esempio tutto il bagaglio esperienziale della Dinafem, che ha lasciato il segno nel Vecchio Continente. C’è come dicevamo l’esperienza dei growers di cannabis light, che stanno sperimentando tutte le nuove tecnologie. Ci sono prodotti vecchi e nuovi, edibles, servizi di delivery, nuove frontiere. Ecco perché, per facilitare le cose a chi voglia avventurarsi in questa nuova ed ampia realtà industriale è bene gettare luce su queste esperienze.

Binari paralleli

  Mentre in Olanda era già quasi del tutto legale la produzione di cannabis su larga scala, negli States tutto succedeva nell’underground. Molti growers Americani, inoltre, viaggiavano, si incontravano e lavoravano ad Amsterdam, una vera fucina di esperienze. Il motivo per cui ad Amsterdam interessavano i growers Americani era che le diversità legali crearono dei fenomeni molto differenti.

  Il trionfo della cultura indoor in California cominciò con la prima legge a tutela della cannabis medica, nel 1996. In questo periodo gli Olandesi già esportavano conoscenze ed attrezzature nei Paesi circostanti. Si direbbe quindi che l’Olanda abbia avuto un vantaggio esperienziale notevole. Tuttavia il “breeding in guerrilla” Statunitense fece emergere tutta una catena di piccoli lotti di semi e cloni estremamente rari

  Inoltre, le recenti legalizzazioni in vari Stati degli USA hanno aperto mercati che si avvalgono anche delle esperienze raccolte in Olanda. Tuttavia ci sono già delle differenze notevoli tra il binario USA e quello Europeo.

Differenze genetiche

  Innanzitutto bisogna considerare una cosa. In Europa, grazie allo Spazio Schengen, i semi circolano liberamente. E questo perché anche se sono molti meno gli Stati che hanno legalizzato, a differenza degli USA, i semi sono oggetto di collezione di genetiche. Questo ha permesso in Europa il fiorire di seed banks altamente professionali, come quelle Spagnole o Austriache. Non solo, ha anche permesso che si diffondessero genetiche altamente performanti, come le Auto-Fem (autofiorenti e femminilizzate).

  Negli States, invece, l’origine della maggior parte delle varietà è illegale. Si tratta di selezioni originariamente di breeder privati o da collettivi medici che custodiscono gelosamente i loro semi. Negli Stati dove la cannabis è legale, degli USA, è per questo molto più diffusa la produzione industriale a partire da cloni. In quelli, spesso confinanti, in cui non è legale, avviene ancora scambio privato di pollini e cloni. La conseguenza è che negli USA ancora adesso vengono prodotte genetiche in lotti limitatissimi che spesso diventano introvabili

Alcuni esempi delle coltivazioni a Mendocino, California Settentrionale.

  Si tratta di un fenomeno piuttosto raro tra i growers Europei, che hanno guardato come una fonte intramontabile la leggendaria Amsterdam. In effetti, la possibilità di affidarsi alle selezioni esperte di chi produce nuove genetiche dopo decenni di realtà di mercato è molto allettante. Capita più facilmente che siano grandi aziende e produttori, piuttosto che piccole realtà a produrre talee.

Differenze ambientali

  Un fattore cardine è il costo dell’energia. Gli appassionati dei motori sanno bene quanto le cilindrate Statunitensi siano più “esagerate” rispetto a quelle dei veicoli Europei. Lo stesso vale per le prime lampade utilizzate. L’energia elettrica costa molto meno negli USA che in Europa. La dove si usano in Olanda lampade da 400-600 Watt, negli States si usa direttamente una da 1000 Watt.

  Questo è un fattore di separazione che si sta effettivamente assottigliando grazie alla tecnologia LED. Le nuove lampade a tecnologia a LED infatti sono le preferite ormai in entrambi i continenti. In Europa permettono di risparmiare sulla produzione, cosa che naturalmente ha i suoi ovvi vantaggi. Negli States stanno prendendo piede per la maggiore durata e per il minore impatto ambientale che questa tecnologia costituisce. Non dimentichiamo poi che il singolo LED può spesso essere cambiato. 

Provate le nuove MARSHYDRO FC6500.

  Un altro fattore molto curioso è la differenza nelle foderature riflettenti interne delle grow box o grow room. La tenda, negli Stati Uniti è rivestita di uno strato argentato, mentre in Europa si preferisce il bianco. Quale sarà meglio? Su questo in Europa non abbiamo molti dubbi, il bianco riflette molta più luce dell’argentato. La differenza qui è data per lo più da motivi storici. Negli USA le prime imitazioni delle tende da growing Tedesche apparirono solo nel 2007. Si trattava di imitazioni appunto, quindi al posto di usare il Polietilene originale, resistente al calore, usavano il PVC. Sembra fosse questa la causa di una sorta di morìa di piante in grow. Per fortuna è una disgrazia che in Europa non si è verificata. Diffidate delle imitazioni!

Differenze strutturali

  Quella del sistema di unità di misura è una dicotomia molto dibattuta tra i due continenti. Negli Stati Uniti usano infatti le unità di misura del sistema Imperiale, mentre in Europa si usa il sistema Metrico Decimale. Certo, fatta eccezione per il Regno Unito. 

  Conseguenzialmente, è naturale che ci siano delle differenze nelle dimensioni delle apparecchiature necessarie, così come nelle tarature degli strumenti. Anche per questo vi consigliamo le nostre guide, per evitare di incorrere in errori di conversione

  Anche gli strumenti dicevo hanno una taratura differente. Un buon esempio è la misura della conducibilità elettrica. In Europa si misura in mS/cm (micro Siemens su centimetro), mentre negli States in ppm (parti per milione). La pressione in Europa la misuriamo in Bar, in USA si misura in PSI, quindi occhio anche qui alle conversioni, se desiderate estrarre con metodo Rosin. Inoltre, il voltaggio su cui funzionano le apparecchiature Americane è tipicamente 120 V, contro i 220 V che usiamo in Europa.

Raccolta e trimming

  Per qualche decennio, nelle produzioni industriali di cannabis Europee, c’è stato un utilizzo di macchine per raccolta, defoliazione e trimming in espansione. Non è insolito vedere anche aziende Italiane di cannabis light utilizzare macchine per trimmare grosse quantità di infiorescenze rapidamente. Tuttavia questo negli States non è visto di buon occhio.

  La ragione è una maggior diffusione della cultura del “dabbing“, e della maggior produzione e diffusione negli States di estratti. Si punta quindi a conservare una qualità ottimale di terpeni e limitare il più possibile processi di ossidazione. Ecco perché persino i più grandi produttori di cannabis Statunitensi e Canadesi preferiscono in ogni caso ricorrere al trimmaggio manuale. E non c’è storia che tenga: quando si tratta di processare il raccolto e di tricomi, i Nordamericani ci sanno fare. 

  Tuttavia anche questo sta per cambiare, visto che attualmente sono presenti sul mercato Europeo ed intercontinentale delle ottime soluzioni. Sono molto interessanti i nuovi trimmer a manovella, basati su dita di silicone. Sembra una soluzione un po’ spartana ma permette di velocizzare il lavoro in modo decisamente più sicuro, mantenendo dei costi bassi. Un buon esempio di questi nuovi trimmer è PRO-SPIN:

  Da notare che con questo semplice trimmer non si butta via nulla: le lame poste sotto la grata aiuteranno a ricavare dallo scarto del trimming dell’ottimo hash, o anche del rosin. Se poi si vuole a tutti costi essere puristi del trim a mano, si possono scegliere una varietà di forbicine adatte. Ma una spennellata con i pennelli CANNABRUSH, interamente in silicone, renderà il lavoro meno gravoso

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