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Perché scegliere un filtro ai Carboni Attivi?

Perché scegliere un filtro ai Carboni Attivi?
22 Giugno 2021 Copy

La vita nell’universo esiste solo perché l’atomo di carbonio possiede alcune eccezionali proprietà.” – James Jeans, fisico e matematico Britannico

  Ad alcune persone sembra ancora molto strano parlare di pulizia dell’aria o di altri gas attraverso filtri ai carboni attivi. La parola carbone in fondo è associabile a quelli che sono ormai secoli di produzione di energia a spese della pulizia dell’aria! Tuttavia pochi sanno che l’uomo conosce le proprietà depuranti del carbone già dal tempo degli antichi Egizi e dell’India dei Veda

  Questa doppia possibilità del carbone, inoltre, ci fa ancora una volta chiedere di cosa siamo composti. Il carbonio è infatti la componente atomica strutturale di base per ogni forma di vita conosciuta sulla Terra! Il che non solo lo ha reso un materiale più o meno disponibile in tutte le zone del mondo, ma anche uno dei materiali dalle proprietà più singolari che esistono. Vedremo nel dettaglio che benefici portano, ai fumatori, dei filtri ai carboni attivi. 

Il carbone filtrante

  Il carbone, per i fumatori, è stato per una grossa fetta temporale, ed in particolare in Medioriente, la fonte principale di combustione dei vegetali aromatici. In particolare per le zuccherine essenze e melasse da narghilé. Si può dire che solo con tecnologie come quella di Stündenglass, questa applicazione del carbone sia stata superata a favore di metodi più clean di assorbire vapori della combustione di piante aromatiche. 

  Il carbone attivo è lo stesso materiale, ma “attivato”. L’attivazione consiste nel rendere il più poroso possibile questo carbone, tanto da avere un alto tasso di porosità anche se sbriciolato in granelli. Già nel 1800 si utilizzavano tecniche di attivazione del carbonio al fine di filtrare le acque con questo materiale. Chi poi ha la passione della cura di un acquario saprà benissimo quanto siano benefici per azzerare le esalazioni dei filtri per l’acqua ai carboni attivi.

Una fotografia di Costa PH MerloFotografia nell’imponente Acquario di Genova.

  La porosità del carbone attivo però è anche più che sufficiente a filtrare l’aria ed i gas in generale! Chi nel mondo si cimenta nelle produzioni industriali, ma anche caserecce di cannabis avrà almeno sentito parlare di filtri ai carboni attivi nell’impianto di areazione, per limitare il più possibile gli odori della coltivazione. Immaginate quindi utilizzare dei comodi filtri ai carboni attivi per migliorare le qualità dei fumi da combustione. Il risultato è ovviamente grandioso!

Sfumature nel fumo

  Naturalmente una delle prime cose che vengono in mente è: ma quindi i carboni attivi permettono di fumare senza danno? Certamente questo non è possibile. La combustione resta comunque una metodologia di consumazione di materiale vegetale che comporta i suoi danni. Detto questo, i filtri ai carboni attivi certamente pongono un limite a questi danni

  Esiste una classificazione della capacità di adsorbimento delle sostanze tossiche ed inquinanti, da parte dei carboni attivi. Anche se non è facile stabilirlo con estrema precisione, aiuta a comprendere quanto un filtro di questo materiale possa “ripulire” il fumo. Inoltre, nel produrre i filtri come articoli da fumatori, si è cercato il giusto grado di porosità e di adsorbimento per trattenere catrame ed altri prodotti nocivi lasciando però passare terpeni ed altri aromi fondamentali

  Significa che oltre ad essere un fumo meno dannoso, quello che passa attraverso un Purizer o un actiTube ha sicuramente un odore molto più gradevole! Le sfumature ad esempio delle diverse varietà di tabacco sono decisamente più evidenti, quando si usa un filtro di questo tipo. Si riesce ad immaginare quindi quanto possa essere utile nei confronti della combustione di piante aromatiche in generale.

Classe di adsorbibilità

  Come dicevamo poco fa, per produrre dei filtri ai carboni attivi si fa riferimento a quelle che sono delle classi di adsorbibilità. Abbiamo anche accennato che fare riferimento a queste classi non è semplice. Approfondendo un poco l’argomento, ci si accorge che la catalogazione arbitraria in classe A, B, C e D riguarda un elenco di sostanze tossiche che vengono trattenute dai filtri. Si, perché anche in altri utilizzi industriali e domestici questo materiale è ormai diventato indispensabile. 

  Dato che la lista è piuttosto lunga, ne parleremo solo in accezione alla pulizia dei vapori della combustione. 

  • Classe A: sono sostanze che i carboni attivi son capaci di trattenere con la maggiore efficienza, dal 20 al 50%. Tra queste troviamo: diversi acetati, alcol benzilico, acidi grassi volatili, anilina, cloroformio, fumi delle vernici, cloruri alchilici, eteri, etilene, naftalina, nicotina, nitroglicerina, solfuri, putrescina, tricoloroetilene ecc… ecc… Tra queste sostanze ci sono anche molte di quelle che generano male odore di diversa natura, dalla decomposizione agli odori corporei.
  • Classe B: una classe ancora di buona absordibilità, con una efficienza di adsorbimento del 10 – 25%. Tra le sostanze assorbite di questa classe troviamo: acido acetico, acido cianidrico, alcool metilico, acido formico, anidride solforosa, bromuri e cloruri alchilici, freon, furano, metilmercapaptano, vapori di combustione della gomma, solfuro di carbonio e solventi vari.
  • Classe C: si parla già di poco adsorbimento, intorno al 5-15% a seconda delle classi di materiali assorbiti. Come aldeidi e derivati (5-15%), gas acidi (5-15%), ammoniaca e derivati (5-15%), Iodio (5-15%) e Mercurio (5-15%). 

Filtri ai carboni attivi, un futuro più pulito

  Che li si usi per ripulire dei vapori inalati o per filtrare dei fluidi, è innegabile che l’assorbimento di queste sostanze sia un vantaggio enorme del loro utilizzo. Inoltre, il carbonio sta fornendo alle tecnologie dei nostri tempi delle soluzioni mai viste, che permetteranno all’uomo un impatto sull’ambiente molto più leggero, si spera. 

  Probabilmente è molto significativo che l’atomo da cui si plasma la vita sia in grado sia di generare materiale inquinante, sia di filtrarlo. Sulla base di questo principio ecco una chicca per voi: 

Come riutilizzare i filtri ai carboni attivi Purize

  Esatto, i filtri ai carboni attivi hanno una capacità filtrante tale da poter essere riutilizzati! Un solo utilizzo non basta a dare loro un sentore di posacenere. Certamente restano comunque dei filtri che sottoposti a determinati quantitativi di sostanze nocive alla fine si sovrasaturano.

  Ma lasciando da parte l’esclusiva funzione di filtro per sigarette, dei filtri utilizzati 2-3 volte possono essere aperti e vi si può recuperare il carbone “sporco”. Esistono molti tutorial online per “riciclare” i carboni attivi. Una volta fatto questo potreste riciclare il materiale per scopi davvero ingegnosi e semplici. Andranno sicuramente ancora bene per rimuovere degli odori nefasti, o per ripulire superfici sporcate da olii e solventi

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