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[GUIDA] Difesa dai parassiti della cannabis light – Muffe e marcescenze

[GUIDA] Difesa dai parassiti della cannabis light – Muffe e marcescenze
13 Maggio 2021 Copy

“Per i poeti, i pittori e i musicisti è come per i funghi. Per uno buono, ce ne sono dieci cattivi.” – Proverbio cinese

Costruire una azienda di cannabis light è il tuo sogno? Si tratta di produzioni che coinvolgono una buona fetta di veterani della campagna, ma anche tanti giovani che hanno voglia di tornare a lavorare la terra. Tuttavia, una cosa che spesso si dimentica è che lavorare in campagna può significare dover combattere strenuamente. 

  Quando si tratta di funghi, poi, la battaglia si fa davvero dura. I miceli che parassitano la cannabis tendono ad essere piuttosto brutali. Possono causare una perdita rapidissima di gran parte del prodotto finale. Vedremo però che non tutti i miceli vengono per nuocere e che si può agire strategicamente per evitare il peggio.

  Prima, però, è importante imparare a riconoscere eventuali malattie fungine delle piante. Se una di queste è riconosciuta, infatti, una rimozione manuale potrebbe non essere del tutto risolutiva, ma potrebbe rallentare il rapidissimo processo di marcescenza delle cime. Questo è un punto fondamentale da comprendere: una volta partita una malattia fungina, tenete in conto che tutto ciò che non salvate al momento, lo avete perso in parte già il giorno dopo. Vediamo quali sono le principali muffe parassite della cannabis.

Mal bianco

  Si tratta di una malattia causata da degli Ascomiceti. La malattia viene chiamata comunemente anche Oidio, da una più antica classificazione nella classe Oidium, ormai superata. È piuttosto facile da riconoscere, ma di contro vederne anche solo piccole tracce su delle foglie deve far pensare già ad un’infezione più estesa. Una caratteristica di muffe come l’oidio è l’estrema facilità con cui si diffondono le spore, impossibili da scorgere per quanto sono piccole. 

  Le tracce caratteristiche dell’oidio sono: patina bianca, a chiazze e polverosa, simile al borotalco, su foglie germogli e fiori. In particolare, se l’oidio arriva alle infiorescenze, queste saranno praticamente perse! 

Botrite

  Se l’oidio vi ha fatto paura, dovreste vedere con che velocità la Botrytis cinerea può divorare le vostre infiorescenze! Particolarmente insidiosa, la botrite è anche più veloce dell’oidio nel consumare la pianta. Inoltre, le sue sclerozie, cioè strutture che proteggono le spore, rendono la botrite resistente a caldo e freddo. Significa dunque che se c’è traccia nel terreno di botrite, è molto probabile che un minimo stress determini già una infezione.

  Le spore della botrite, per giunta, sono trasportate ed entrano sistematicamente nelle piante attaccate da altri parassiti, ad esempio bruchi ed insetti alati. Anche altri tipi di parassiti, se non veicolano direttamente la botrite, possono sia indebolire la pianta e renderla più suscettibile all’infezione, sia creare lacerazioni che permettono l’ingresso delle spore. Attenzione quindi alle guide antiparassitarie in generale. 

  Bisogna anche imparare a distinguerla dall’oidio e dalla ruggine. La botrite si sviluppa infatti in tre stadi:

  • Stadio iniziale: ingiallimento delle foglie immediatamente intorno alle infiorescenze. Facile da confondere con una carenza alimentare; il controllo delle condizioni ambientali e dei fertilizzanti impiegati possono aiutare a riconoscerla. 
  • Stadio intermedio: la botrite comincia il processo di marcescenza delle cime. In questo caso, la cima esternamente sembrerà normale, ma basterà aprirla un poco per riuscire a vedere una marcescenza marrone o color cenere. Anche una piccola traccia è indice che la cima è persa. 
  • Stadio avanzato: le cime mostrano marcescenza anche all’esterno. In questo caso si può provare a salvare qualche infiorescenza, a seconda delle dimensioni della pianta. Ma va considerato che la maggior parte del prodotto finale è andata persa.

Stadio avanzato di botrite.

Marcescenza delle radici

  Questa è una malattia della cannabis che può essere scatenata da più tipi di organismi. Batteri, alghe, oomiceti e muffe possono attaccare individualmente o (più frequentemente) in sincrono le radici della pianta. Molto spesso, la stessa materia organica staccata dalla pianta e lasciata marcire su di un terreno zuppo e stagnante fa da substrato ideale per lo sviluppo di microrganismi nocivi.

  A volte, dei microrganismi anche salubri in condizioni ideali, trovano un substrato migliore nella marcescenza di materia vegetale. Capita spesso che si creino dei biofilm pluristratificati. Un batterio ad esempio è innocuo, ma nutrendosi del prodotto di scarto di un fungo che si nutre delle radici sotto cui una mosca del substrato ha proliferato, produce a sua volta qualcosa che potenzia e preserva un fungo, come sostanze nutritive o gel protettivo. Tuttavia una sana flora batterica e micorrizica è importante per la buona salute delle vostre piante.

  Un esempio di questi biofilm è rappresentato da quell’umidità tipica che ricopre e appiccica tra loro diramazioni delle radici di una pianta molto malata.

  Va da sé che questo tipo di condizione è il più delle volte irreversibile ma facile da prevenire. La prevenzione è sicuramente l’arma migliore contro ogni tipo di infezione fungina, ma in questo caso è proprio l’arma principale. 

Santa Prevenzione

  Mantenere un ambiente di lavoro il più pulito possibile è una misura preventiva assolutamente fondamentale. Altra condizione importante è l’assoluto controllo delle condizioni di umidità e dell’aria che riesce a passare tra i rami. La cannabis richiede condizioni di umidità medio-alte, come al 60%, ma delle condizioni di umidità al 90%, ad esempio, possono alimentare la proliferazione di muffe. Attenzione quindi ai ristagni e ad assicurare respiro alle vostre piante. Botrite e oidio crescono magnificamente con una temperatura di 25°C, in un ambiente sporco, umido e poco arieggiato.

Altra condizione essenziale, infine, è la composizione del terreno. Un terreno sufficientemente drenante è una buona forma di prevenzione. Evitare ristagni permette sia di rinforzare la pianta, lasciando respirare le radici, sia di evitare proliferazioni di muffe. L’aggiunta di zeolite può aiutare a creare un giusto habitat per batteri della rizosfera estremamente salutari per le radici della pianta. I growers di cannabis light hanno potuto sperimentare i benefici di aggiungere microrganismi antagonisti della botrite e di altre muffe nel supersoil

Microrganismi antagonisti

  Di seguito, elencheremo diversi microrganismi molto utili nella prevenzione contro queste malattie. Troverete tutti i microrganismi citati nei preparati microbiologici in dotazione al vostro rivenditore di fiducia:

    • Bacillus licheniformis, Bacillus subtilis, Ulocladium spp.; batteri efficaci contro la botrite.
    • Trichoderma harzianum ed in genere funghi micorrizici del genere Trichoderma; efficaci contro botrite ed oidio, a seconda della specie.
    • Funghi micorrizici del genere Glomus; rinforzano la pianta e rendono le radici meno facili da attaccare.

  GREAT WHITE Root powder rappresenta uno dei prodotti migliori presenti sul mercato. Include tutte le specie elencate e ne rinforza l’azione con l’aggiunta di vitamine ed altri elementi essenziali per la salute delle piante. 

A mali estremi…

  Esistono anche fitofarmaci che sono molto efficaci nel debellare e prevenire questo tipo di infezioni. Tuttavia sono molto pericolosi e difficili da lavare via dal terreno. Una buona soluzione può essere l’uso di estratti naturali come KANAPLANT DIFESA 3, a base di equiseto ed aloe vera. È molto efficace contro l’oidio, ma è anche utile contro gli acari. Si consiglia di evitare di spruzzare il prodotto sulle cime. 

  Risulta molto utile anche un altro prodotto naturale, tipico degli orti: GEL DI SILICE FLORTIS. Si consiglia sempre di evitare l’applicazione sulle cime e di usarne poco. Attenzione a fornire un giusto periodo per il flushing delle radici.

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