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Rosin: 5 utili consigli per una migliore resa

Rosin: 5 utili consigli per una migliore resa
7 Maggio 2021 Copy

“L’unico modo per gestire la pressione è sfruttarla.” – Darrelle Revis, ex giocatore di football Americano

  È incoraggiante che anche qui si stia parlando tanto della tecnica Rosin. Le sfumature di colore, la consistenza e l’alta resa nello spettro molecolare si notano già dai video. Tuttavia una buona resa d’estrazione dipende da molteplici fattori, oltre ad una gestione mirata della pressione. Non a caso le presse di ultima generazione, dedicate alla tecnica Rosin, permettono di settare a piacimento temperatura, tempo e pressione.

Esempio di come appare 1Kg di Rosin estratto ad alte prestazioni

  Il vostro rivenditore di fiducia avrà presse caratterizzate da diverse tarature ed impostazioni. QNUBU offre diverse possibilità di scelta tra macchine studiate per la massima efficienza e resa d’estrazione. Vediamo allora con una lente d’ingrandimento come ottenere il massimo in termini di quantità e qualità.

  Che stiate lavorando in una scala aziendale più o meno ampia, vi sono delle accortezze per poter scegliere la scala della vostra pressa. Inoltre, è sempre meglio approcciarsi ad una macchina professionale con la possibilità di ottenere i prodotti migliori sin da subito.

Occhio alla varietà

La qualità del Rosin che raccoglierete è determinata innanzitutto dalla qualità del fiore che state sottoponendo al processo. Settata al meglio una macchina, ogni carenza eventuale sarà dovuta ad una carenza nelle vostre infiorescenze. Non va quindi sottostimata l’importanza di partire da del materiale eccellente, se l’obiettivo è ottenere del Rosin da intenditori. In buona sostanza, se volete rendere al meglio la qualità del vostro rosin, è bene partire dall’incrementare la qualità dei vostri raccolti.

Dite che una Zkittlez Auto della 420 Fast Buds renderebbe ipoteticamente bene?

  Per fiori adatti a questo processo è di fondamentale importanza più la cura della fase di fioritura e post fioritura, che del mezzo in cui la pianta è cresciuta. Non sembra esserci troppa differenza a seconda che il growing sia avvenuto in terra o in idroponica o in fibre di cocco. Alcune varietà sono predisposte più di altre a produrre fiori maggiormente pronti ad essere “spremuti”.

Aspettatevi che una indica ed ibridi che ne portano il carattere più robusto siano effettivamente più predisposti alla spremitura. Le cime ariose di una sativa naturalmente produrranno meno rosin. La genetica dunque ha un ruolo fondamentale per avviare un processo ad alta resa. 

Usare filter bags

  L’uso dei filtri è un must per un processo altamente performante e professionale. Sebbene per un esperimento generico le bags non siano necessarie, per ottenere un prodotto ottimale, che non abbia pezzettini che compromettono il grado di purezza, sono fondamentali. Si può anche scegliere tra diverse larghezze delle maglie, non è detto che una dia il meglio per qualsiasi materiale di partenza. L’obiettivo è massimizzare la qualità mantenendo la resa quantitativa alta. 

  In genere, 90 micron è lo standard per la spremitura delle infiorescenze. Al di sotto l’aumento di qualità è minimo, rispetto alla perdita quantitativa. 75 o persino 50 micron porteranno comunque una perdita minima, ma tratterranno lipidi ed altri contaminanti molecolari. I range più utilizzati sono:

    • 120-160 micron, le maglie più larghe, oltre le quali si sacrifica il grado di purezza e la qualità del prodotto finale;
    • 90-120 micron, un buon equilibrio tra qualità e quantità, adatte ad ottimizzare la resa totale che otterrete dal vostro materiale.

  Importante scegliere anche bags del materiale giusto. Materiali diversi reagiscono infatti in modo molto differente a calore e pressione. Anche il modo in cui il rosin reagisce alla porosità delle bags dipende dal materiale delle stesse. L’acciaio inossidabile ha delle caratteristiche molto elastiche che non permettono un tracciamento della pressione ottimale. Per questo, il materiale che consigliamo per le bags è 100% nylon, indipendentemente da quali micron si scelgono.

L’umidità è fondamentale!

Attenzione alla concia del vostro materiale di partenza. Fiori troppo secchi saranno assetati di umidità e tratterranno come una spugna le varie qualità che cercate nel vostro rosin. Capita che una secchezza eccessiva delle infiorescenze porti ad un riassorbimento dei tricomi e degli oli mentre si separano dal materiale vegetale. 

  Come sappiamo se i fiori sono troppo secchi? Prima di iniziare a spremere i fiori, cercate di assicurarvi che l’umidità relativa all’interno delle cime sia tra il 55-62%. Potete assicurarvi questa condizione con una concia supportata da un BOVEDA. Questo range di umidità dovrebbe assicurare la massima separazione del rosin dai fiori. Si può usare un igrometro per tenere d’occhio l’umidità relativa durante la concia. 

Pressione ideale

  Sicuramente, la tecnica rosin richiede una pressione maggiore del kief o dell’hash. Nonostante ciò, è un errore pensare che una pressione maggiore porti per forza un risultato migliore. Il range di pressione ottimale per il rosin è tra 70 e 140 Bar.

  È qui che vale la pena scegliere bene la pressa più adatta alle vostre esigenze. Una pressa in grado di generare una forza di 20 tonnellate è sicuramente più adatta a spremere una quantità maggiore di infiorescenze di una pressa da 10 tonnellate. Una piccola produzione aziendale dovrebbe muoversi con presse che vanno da 600Kg a 6 tonnellate. Ma cerchiamo di essere più precisi.

  Calcoliamo la pressione che vi serve. Si prende la forza totale che la vostra pressa è in grado di esercitare e si divide per la superficie in cm2 della filter bag, piuttosto che per la superficie totale della lastra. Fiori di alta qualità, e con l’opportuno livello di umidità relativa (62%), pressati in filter bags di alta qualità a 104 Bar di pressione dovrebbero generalmente dare rese del 20-25% o superiori.

Temperatura ideale

La scelta della temperatura in cui svolgere l’estrazione può generare due alternative: Cold Pressing e Hot Pressing. Entrambe presentano vantaggi e svantaggi. Questo perché la temperatura della vostra pressa, e la distribuzione del calore determinano la velocità e la consistenza della produzione del rosin. La scelta tra Cold e Hot Pressing vale sia che stiate spremendo infiorescenze, che kief che hash.

Cold Pressing

Un processo in cui si spreme per 5 minuti o più a lungo ed in un range di temperatura di 80-93°C. Il materiale che ne deriva è spesso più pastoso. Tuttavia è il metodo che ottimizza la resa di terpeni anche se a spesa della resa totale.

Hot Pressing

Si spreme dai 45 secondi a 3 minuti in un range di temperatura di 95-105°C. Se non si riscalda più di 105°C, ci si può aspettare una resa tutto sommato buona di terpeni. Inoltre con questo metodo si accresce la resa totale

Un buon consiglio è cominciare con una temperatura alta ma non troppo, ed aumentare di tentativo in tentativo. L’obiettivo è vedere sino a 98°C quale temperatura preserva meglio la qualità ed i terpeni del vostro rosin. Andare al di sopra comprometterà leggermente la preservazione dei terpeni, ma vi permetterà di sperimentare come incrementare una resa dei cannabinoidi.

In buona sostanza

  Sperimentate! Ora che avete delle linee guida, le combinazioni di qualità, quantità, pressione, calore e dimensioni delle maglie del filtro e dei fiori sono virtualmente infinite. Un buon consiglio è tenere degli appunti di ogni esperimento, in modo da poter di volta in volta replicare delle condizioni specifiche, o cambiare del tutto come otterrete il vostro personalizzatissimo prodotto.

  Enjoy!

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