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[GUIDA] Difesa dai parassiti della Cannabis Light – Insetti microscopici

[GUIDA] Difesa dai parassiti della Cannabis Light – Insetti microscopici
16 Aprile 2021 Copy

“La felicità, come la ricchezza, ha i suoi parassiti.” – Rémy de Gourmont

  Quello della cannabis light è un settore non solo in espansione, ma anche molto orientato ugualmente verso giovani e veterani. Come in ogni arte contadina, esiste tutta una schiera di parassiti contro cui combattere. Se poi si tratta di parassiti che attaccano insieme una fonte di ricchezza e felicità, non c’è tempo da perdere!

Che si tratti di grosse produzioni aziendali o di piccole produzioni artigianali, nell’ambito agricolo prima o poi questo è un problema che va affrontato. Non c’è cosa più triste di arrivare al raccolto perdendone la metà.

Impariamo quindi come riconoscere i parassiti della cannabis più comuni – e come difenderci da questi. In questo articolo tratteremo i parassiti della classe degli Insecta, gli insetti, escluse le tipologie di mosche e di insetti di grandi dimensioni, che richiedono una sezione a parte.

Afidi

  Gli afidi sono degli insetti parassiti caratterizzati da due pericolosissimi fattori: si nutrono direttamente della linfa della pianta e si riproducono in modo spaventosamente veloce. Naturalmente ne esistono di molti tipi, all’incirca 4000 specie, ma tutti sono egualmente pericolosi per la crescita della pianta. Come tutti gli insetti parassiti, anche gli afidi possono essere vettori per la diffusione di malattie date da batteri e virus – come il Cucumber Mosaic Virus, CMV. I danni che apportano sono dunque molteplici e quasi mai circoscritti ad una sola pianta.

In alcuni casi bastano un paio di settimane perché una larva diventi un afide adulto, cioè in grado di riprodursi. E possono riprodursi per partenogenesi telitoca, cioè una generazione continua di femmine – il che significa che la vostra pianta è in pericolo anche se vedete un solo afide!

Riconoscere gli afidi

  Tipicamente, gli afidi si posizionano sulla lama inferiore delle foglie di qualsiasi pianta attacchino, vicino alle venature da cui succhiano la linfa. Questo naturalmente vale anche per la cannabis. Non è difficile comunque in una pianta infestata trovare degli afidi che camminano lungo gli steli. Dunque è importantissima una osservazione periodica molto attenta delle piante per scongiurare una riproduzione incontrollata dell’insetto.

Un altro fattore di riconoscimento, qualora gli afidi siano troppo piccoli per essere riconosciuti, è l’effetto della loro infestazione. Le piante di cannabis mostrano un tipico arricciamento delle foglie e macchie gialle. Queste, quando la pianta è pesantemente infestata, ingialliscono sempre più ed appassiscono, determinando l’arresto dello sviluppo della pianta. Inoltre, l’escremento dell’afide è una sostanza zuccherina chiamata melata. Questa si riconosce da macchioline trasparenti o biancastre che contribuiscono a creare microlesioni sulle foglie. Sono ustioni dovute alla luce concentrata dall’effetto lente della goccia.

Afidi e gocce di melata

Si tratta inoltre di specie polimorfe, gli adulti sono cioè molto differenti a seconda della riproduzione da cui provengono. C’è dunque pericolo di generazione di afidi anche per le coltivazioni indoor, in quanto vi sono anche polimorfismi alati, dunque migranti. Attenzione quindi anche a piccoli insetti alati, o di colore ambrato più che verde, o nero. Inoltre, la melata è un alimento invitante per certe specie di formiche. Queste, poiché si sono adattate a proteggere gli afidi da predatori, sono un altro fattore di riconoscimento. 

Come non bastasse, la melata e gli scarti degli afidi, come l’esoscheletro lasciato dopo una muta, forniscono un substrato ideale per tutta una serie di funghi e muffe pericolosissime per la cannabis.

Acari

  L’acaro tarsonemide, o acaro dell’argentatura, è un altro temibile parassita infestante la cannabis. Tipicamente è una vera piaga per alberi da frutta e viti, ma non disdegna affatto affliggere le colture di canapa. Il suo ambiente prediletto è la serra, ma è molto facile che si adatti a grow room e grow box, ed alla coltura indoor in generale. Il problema principale di questo parassita è che è davvero minuscolo, molto più piccolo anche degli afidi. 

Acari Tarsonemidae

  Sembra purtroppo sia piuttosto frequente che ci si accorga del parassita quando ha già cominciato a proliferare abbastanza da danneggiare la pianta. La loro stessa bava infatti è tossica per la cute vegetale, cosa piuttosto grave dal momento in cui depositano le uova e vivono per lo più sotto la lamina inferiore delle foglie appena nate. Una pianta infestata dagli acari si troverà molto rapidamente priva del nutrimento necessario al suo corretto sviluppo, dunque gli acari, proprio come gli afidi, sono un vero nemico per ogni grower. 

Un’altra specie di acaro parassita letale per la cannabis è l’eriofide rugginoso, che caratteristicamente è ghiotto della linfa delle cime, per cui compromette direttamente la fioritura! Sulle foglie tipicamente determina una alterazione cromatica bronzea sui tessuti verdi. 

Eriofide rugginoso

  Poiché i sintomi iniziali sono simili a quelli di una carenza di nutrienti o di un pH eccessivamente squilibrato, il consiglio migliore è quello di procurarsi una lente 60x ed ispezionare periodicamente le piante con questa. Anche le cocciniglie, specialmente in ambienti ventilati, sono un vero pericolo di invasione di intere aree coltivate. 

Infine, l’acaro forse più temuto è il ragnetto rosso, Tetranychus urticae. Come gli altri, si nutrono e localizzano nella pagina inferiore delle foglie. Sono particolarmente aggressivi nei confronti della pianta, basta pensare che la singola suzione di linfa causa già la comparsa di una macchia gialla corrispondente sulla pagina superiore. Inoltre, si riconoscono da subito dalla formazione di piccole ragnatele. Quando la pianta è del tutto infestata irrimediabilmente, queste arrivano a ricoprirla del tutto.

I segni di una infestazione da ragno rosso in stato avanzato

Difendersi con pesticidi

Difficilmente qualcuno vi consiglierà di usare pesticidi con leggerezza. Sebbene vi siano numerose varietà di pesticidi organici, piuttosto che chimici, sono di difficile applicazione. Inoltre non vanno assolutamente usati sulle infiorescenze ed è generalmente sconsigliato l’utilizzo di pesticidi in fase di fioritura avanzata. Comunque, in alcuni casi resta l’unica cosa da fare. In questa evenienza, si raccomanda di sciacquare le radici adeguatamente prima del raccolto.

  Si può provare ad usare Spinosad, che è di origine naturale, presenta gradi di tossicità inferiori anche al piretro e non costituisce rischio di mutagenesi, teratogenesi e cancerogenesi.

Difendersi con oli naturali

Nel corso del tempo, diversi coltivatori hanno riportato i benefici dell’uso di diversi oli essenziali nebulizzati sulle piante. Il più noto è sicuramente l’olio di neem, ma ne esistono molti altri che hanno dimostrato efficacia. Inoltre, scegliere l’olio essenziale giusto permette di limitare al massimo alterazioni del profilo aromatico delle cime. L’olio di rosmarino ad esempio è molto efficace, e sicuramente ha un buon aroma, tuttavia sembra riesca ad alterare l’odore originale della cannabis se finisce sulle cime. 

A questo proposito, però, chi ha spazio a disposizione può piantare una pianta di rosmarino affianco alla pianta di cannabis che renderà più difficile l’insorgenza dell’infestazione. Anche una pianta di crisantemo può essere molto efficace, in quanto produce in modo naturale il piretro. Il coriandolo è un repellente sia per gli afidi che per gli acari.

Ecco una breve lista di altri oli essenziali efficaci nel trattamento contro insetti parassiti:

    • Olio di neem
    • Un olio di rosmarino
    • L’olio di cotone
    • Olio di eucalipto
    • Un olio di calendula
    • L’olio di cannella
    • Olio di semi di soia
    • L’olio essenziale di limone

Introdurre specie predatrici

L’introduzione di specie di insetti predatori rappresenta una prevenzione per l’insorgenza dei parassiti, più che una lotta ad infestazione già avviata. Un fattore molto importante, nel caso si stia usando oli o pesticidi organici è badare naturalmente a preservare l’attività del predatore. L’olio di neem è molto utilizzato anche perché del tutto privo di tossicità nei confronti degli insetti predatori, così come molti altri olii naturali. 

Esistono comunque molte specie antagoniste degli insetti parassiti, perciò è possibile sperimentare quali si adatteranno meglio all’ambiente. Anche alcuni funghi possono combattere gli insetti parassiti. Troverete dal vostro negozio di fiducia le larve e mummie prodotte dalla Koppert. Ecco un elenco di alcune specie predatrici dei principali parassiti della cannabis:

    • Coccinella comune (Coccinella septempunctata), utile anche contro i ragni rossi e del tutto letale contro le cocciniglie e gli afidi
    • Ragni tomisidae, predatori generici degli insetti parassiti
    • Aphidius matricariae, vespa parassitoide degli afidi
    • Aphidoletes aphidimyza, efficace contro gli afidi
    • Chrysopa carnea, efficace contro afidi ed altri insetti fitofagi
    • Neoseiulus (Amblyseius) californicus, un acaro predatore di altri acari
    • I funghi Entomophtora spp. e Verticillium lecanii

Infine, è importante ricordare di mantenere una umidità del 50 – 60%: afidi, acari e cocciniglie invadono molto facilmente ambienti troppo asciutti. La cocciniglia infatti è in grado di diffondersi col favore del vento a causa dei suoi peli dorsali specializzati a questo scopo. L’umidità però tende ad “ancorarla” nella sua posizione, rendendole difficili spostamenti passivi, essenziali per la sua diffusione.

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