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Onu: “Via la cannabis dalla lista delle sostanze dannose”. Cosa significa?

Onu: “Via la cannabis dalla lista delle sostanze dannose”. Cosa significa?
28 Dicembre 2020 Valentina Glauco

Le Nazioni Unite questa mattina hanno riconosciuto ufficialmente le proprietà medicinali della cannabis durante la votazione registrata a Vienna dagli Stati Membri nel corso della Commissione droghe delle Nazioni unite (Cnd), l’organo esecutivo per la politica sulle droghe e sulle sostanze stupefacenti.

Dopo 60 anni la cannabis esce dalla tabella Onu degli stupefacenti. Riconoscendone infatti le proprietà mediche, infatti, questa decisione storica manda in fumo l’ultimo pregiudizio su una delle sostanze più discusse di sempre.

 

COSA E’ SUCCESSO

Da 59 anni non venivano prese posizioni di questa portata. Sono state modificate le tabelle che dal 1961 classificano vegetali e derivati psicoattivi in base alla loro pericolosità.

Gran parte della comunità scientifica ormai afferma la cannabis ha numerosi benefici sul sistema nervoso. Oggi viene già usata, infatti, per il trattamento di varie malattie, come il Parkinson, la sclerosi, l’epilessia, il dolore cronico e come coadiuvante nella lotta contro i tumori in chemioterapia. 

Gli studi sul THC, sul CBD e i suoi derivati, e su tutti gli altri cannabinoidi forniscono risultati sempre più incoraggianti.

Da circa 10 anni anche in Italia è consentito l’uso della canapa a scopi terapeutici, su prescrizione medica. Il nostro Paese avrebbe bisogno di quasi 2 tonnellate all’anno, di fiori di cannabis medica. Purtroppo solo una minima parte di questo fabbisogno è coperto dalla produzione nazionale, la restante parte viene importata da Olanda, Germania, Canada.

COSA POTRA’ ACCADERE

La decisione era prevista, e attesa. Il Marijuana Index, che raccoglie le società americane attive in questo settore, ha subito un immediato rialzo. Difficilmente, tuttavia, questo voto delle Nazioni Unite avrà un effetto immediato. Attualmente, nella maggior parte del mondo, possedere e consumare cannabis e marijuana è illegale. Le varie leggi, però, cambiano da Paese a Paese.

In linea di massima, gli stati europei e quelli asiatici sono i meno tolleranti. Il primo governo al mondo ad aver legalizzato la cannabis è l’Uruguay dal dicembre del 2013, grazie all’allora presidente Jose Mujica.

Negli Stati Uniti, sempre più stati stanno legalizzando l’uso non solo terapeutico, ma anche ricreativo, della cannabis. Al momento sono 9: Alaska, California, Colorado, District of Columbia, Maine, Massachussetts, Nevada, Oregon, Vermont, Washington. In altri 31 è approvata per uso terapeutico.

In Europa la cannabis è illegale in Germania, Francia, Italia, Regno Unito, Irlanda, Grecia e Finlandia. La pena su detenzione, vendita, trasporto e produzione è stata revocata solo in Olanda. In Spagna, invece, si può coltivare e consumare cannabis, ma solo nelle mura domestiche, o nei cannabis social club.

La decisione dell’ONU rimane comunque un evento molto positivo, poichè riconosce gli effetti positivi della sostanza sui pazienti e incoraggia la ricerca medica.

 

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