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[Guida] – Clonazione per talea con l’Aloe

[Guida] – Clonazione per talea con l’Aloe
26 Maggio 2021 Copy

“Mostrami il tuo giardino e ti dirò cosa sei.” – Alfred Austin

  Ormai è risaputo: nei paesi dove la cannabis è perfettamente legale si sta sperimentando ogni tipo di tecnica ecologica. Non solo si punta a produzioni più sostenibili, ma anche più economiche. La clonazione per talea è utile da vari punti di vista in questo senso.

  Innanzi tutto se uno strain di una grossa produzione piace molto, è enormemente vantaggioso poter clonare una serie di piante identiche della stessa varietà. Inoltre, la produzione di talee può partire anche da piante non troppo ingombranti, come i cannabonsai. Questa è una soluzione parecchio indicata per produrre piante madri in piccoli spazi, come una grow box domestica

  Tuttavia, è necessaria una certa esperienza per riuscire a far radicare al meglio delle talee di cannabis, sebbene non sia una operazione difficile. Per chi muove i primi passi nella clonazione, si raccomanda una metodologia più classica basata sull’applicazione di gel radicante. Questo articolo parla di alcune esperienze peculiari ottenute con una tecnica di clonaggio particolare da parte di growers molto esperti: la clonazione in Aloe

L’Aloe vera

  L’aloe vera è una pianta le cui proprietà non sono poco note. Dalle ustioni alle dermatiti, alle maschere di bellezza, il gel della foglia d’aloe non ha tardato a farsi conoscere nel mondo della cosmetica. Tuttavia ha anche delle proprietà estremamente vantaggiose da un punto di vista botanico. 

  I growers negli Stati Uniti hanno cominciato a sperimentare le proprietà radicanti dell’aloe vera e cominciano ad apparire anche le prime spiegazioni per questa capacità della famosa succulenta. L’aloe è infatti stracolma di enzimi, metaboliti secondari ed amminoacidi essenziali. Molti di voi avranno notato quanto è facile propagare l’aloe. Basta infilare nel terreno una foglia o un pezzo che, lentamente, vi crescerà una pianta di aloe. 

  Il concetto è un po’ quello di sfruttare la capacità dei tessuti dell’aloe di radicare ovunque ne cada un pezzo. Un’altra fondamentale funzione, inoltre, è quella di fornire nutrimenti semplici perché la talea sia forte durante la radicazione. Si tratta di un processo cardine che in teoria dovrebbe essere semplice, ma che molto spesso incontra degli imprevisti. L’aloe dà una “spinta in più” alla radicazione della talea, non paragonabile forse ad una applicazione di puro gel radicante, ma supportata anche dalla formazione di un ambiente altamente nutriente e protetto.

La tecnica

  Quando si tratta di clonare, dietro ad ogni singola azione possono nascondersi molti imprevisti. Ecco una lista di passaggi utili per eseguire la tecnica al meglio:

    1. Fare il taglio – si taglia il ramo della pianta madre da cui si vuole ricavare la talea. Si taglia con un angolo di 45° all’attacco del ramo al fusto. L’angolo migliora le possibilità di radicazione rispetto ad un taglio orizzontale.
    2. Staccare un pezzo di circa 5 cm2 di foglia di aloe e spremerne fuori tutto il gel in una coppa. Mischiare con acqua fino quasi a riempire la coppa e agitare con una forchetta. 
    3. Mettere le talee dalla parte tagliata a mollo in questa soluzione. L’alta concentrazione di saponine e di acido salicilico del gel di aloe proteggerà da infezioni il taglio e allo stesso tempo stimolerà la radicazione. In questa fase tenere le talee sotto illuminazione adeguata per 12 ore
    4. Staccare un’altra foglia di aloe, o più a seconda di quante talee si stiano producendo. 
    5. Si inzuppa il più possibile il taglio della talea nel gel puro di aloe e si mette la talea in lana di roccia. Innaffiare adeguatamente.

  È davvero tutto qui, anche se ci sono delle variazioni nel tema. Una di queste, piuttosto interessante, prevede una semplificazione ulteriore del processo. Si prende il clone e lo si pianta bene direttamente in un pezzo di foglia di aloe. Se la radicazione dunque avviene adeguatamente, il pezzo di aloe può essere sotterrato con la pianta di cannabis. Il rischio è che radichi anche la pianta di aloe, ma è difficile che avvenga perché ha un tasso di crescita molto più lento della cannabis. Inoltre quest’ultima, crescendo, priva il tessuto dell’aloe sia dei radicanti, sia dell’acqua che dei nutrienti.

  I growers più esperti che hanno sperimentato queste tecniche parlano di un tasso di successo superiore all’80%!

Le proprietà delle succulente

  L’aloe ha delle proprietà radicanti notevoli, e forse è la pianta più adatta a questo tipo di operazione sulla cannabis. Tuttavia questa tecnica ricorda qualcosa di molto più antico nella storia della clonazione di piante in generale. In Messico, l’acqua è un bene estremamente prezioso e spesso avviare un frutteto poteva essere un problema. Piccoli cloni di alberi da frutta non reggevano la siccità, così come anche i germogli naturali. Una soluzione che gli indigeni trovarono, estremamente efficace, era seppellire sotto al nuovo alberello piantato delle pale di fico d’India

  La pala del fico d’India ha delle caratteristiche estremamente simili all’Aloe, ma oltre ad avere all’interno un gel adatto allo stimolare la radicazione, ha anche una riserva idrica non indifferente. Gli alberi quindi crescevano in fretta, fortificando le radici ed in seguito ricavando nutrienti dalla decomposizione delle pale di fico.

  Chissà se varrebbe la pena provare ad applicare la tecnica della clonazione per talea in Aloe nel fico d’India! Se si dovesse rivelare una tecnica efficace, in tutto il Meridione si avrebbe la possibilità di clonare cannabis a volontà a costi ridottissimi!

Varrebbe la pena provare?

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