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Coltyn Turner ed il morbo di Crohn: illegalmente vivo!

Coltyn Turner ed il morbo di Crohn: illegalmente vivo!
6 Luglio 2021 Copy

“Sarò illegalmente vivo piuttosto che legalmente morto” – Coltyn Turner.

  Più precisamente queste sono le parole di un Coltyn Turner già 16enne ed in cura a base di cannabis. Turner ha sviluppato il morbo di Crohn a seguito di un episodio in cui stava annegando in un lago. Quella che sembrava una infezione batterica conseguente si è rivelata essere l’inizio di un incubo di dolore e sconforto. 

  14 anni sono un’età difficilissima per affrontare una malattia che non solo ha la caratteristica di riempire di ulcere l’intestino, ma che ha anche poche cure efficaci e spesso accompagnate da effetti collaterali devastanti. Ora Turner gira gli Stati Uniti per raccontare come la cannabis gli ha restituito una vita divorata dalla malattia e dall’Artrite reumatoide e dal Lupus che ne sono conseguiti. 

Un percorso doloroso

  Mentre ora il morbo di Crohn di Coltyn è in remissione, arrivare a questo punto è stato per lui e tutta la sua famiglia una vera Odissea. La lista di terapie sotto cui è passato il ragazzo è piuttosto allucinante da consultare, soprattutto osservandone gli effetti collaterali. I benefici, quando ci sono stati, sono sempre stati limitatissimi. L’ultimo tipo di farmaco che utilizzò gli paralizzava del tutto la gamba e causava a sua volta dolori che portavano il piccolo Turner e sua madre a piangere ad ogni iniezione.

Coltyn quando usava la sedia a rotelle.

  Una circostanza indiscutibilmente traumatica dopo tutto un percorso in cui, tra tutte le cure somministrate, il ragazzo aveva sviluppato ogni tipo di effetto collaterale sperimentato. I primi farmaci gli diedero affaticamento e blocco della crescita, cosa già di per sé gravissima. Farmaci successivi gli gonfiarono il viso e diedero dolori articolari del tutto invalidanti

  Nel corso del travagliato tentativo di curarlo, i suoi genitori hanno sperimentato qualsiasi tipo di sconforto ed illusione “che ora sia la cura giusta”. Minimi accenni di miglioramento erano comunque accompagnati da pesanti sanguinamenti del naso e sofferenza evidente nella caducità dei tratti del volto. La salute generale andò degenerando, si sviluppò comorbilità tra il morbo, l’artrite reumatoide ed il lupus. Prima di scoprire la cannabis, tra cure e malattie Coltyn era ormai costretto alla sedia a rotelle e ad una vita di sofferenza. 

Cambio di cure

  Chiaramente ci furono degli episodi cardine piuttosto drammatici alla base di questa transizione da cure farmacologiche in clinica all’assunzione di cannabis. Uno di questi fu un peggioramento di salute che nel pronto soccorso non riuscivano a capire a cosa fosse dovuto. Un polmone del ragazzo si era riempito di liquido! I dottori fecero dei test per la tubercolosi che diedero un falso positivo.

  Come non bastasse, il tutto mentre i genitori non avevano che vaghe notizie dai medici. Questi inoltre avevano annunciato una biopsia per osservare come mai i suoi linfonodi erano così gonfi, ma per qualche ragione finirono invece per asportargli delle ghiandole salivari

  All’ennesimo cambio di farmaco Coltyn era troppo traumatizzato per subire ancora. Rifiutò categoricamente di farsi somministrare altro. Minimi stati di miglioramento non erano sufficienti rispetto all’ulteriore sofferenza che ogni inoculo gli procurava. Il padre, totalmente disperato allora cercò approfonditamente su internet. Venne fuori una pubblicazione Israeliana dove si tracciano dei miglioramenti in pazienti affetti da morbo di Crohn grazie al trattamento con la cannabis. In particolare, per i pazienti con il morbo di Crohn è utile la combinazione CBD-THC, mentre il CBD da solo non basta per questa condizione.

La vita in Colorado

  Era anche il periodo in cui tra le notizie spuntava spesso la cannabis, dato che in Colorado stavano legalizzando definitivamente la marijuana. Viste queste condizioni, il padre non esitò a prendere Coltyn ed a risiedere con lui stabilmente in Colorado. Non esitò neanche ad imparare immediatamente come si preparano i brownies! Questo ricorda tanto altre figure leggendarie dell’attivismo della cannabis come Brownie Mary.

  Qui incontrarono Jason Cranford, un pioniere tra i medici che somministrano olio di cannabis. In particolare Coltyn usa assumere sotto forma di olio il CBD e sotto forma di edibles il THC, generando un effetto entourage studiato appositamente dal dottore per la sua condizione. Inoltre, tra tutti i benefici riscontrati, Coltyn riprese anche a crescere!

  “Trovammo finalmente uno spettro che funzionava con lui in quantità uguali di CBD e THC e con alte dosi anche di cannabinoidi come CBN e CBG“, sostiene la madre Wendy. “Ci volle qualche mese, e la sta usando da allora. Sono più di due anni. Ora è in remissione. Nessun dolore, niente stare seduto in bagno per giorni, sta crescendo, mangiando e ha energia. Gli è stata resa nuovamente la sua vita”. Wendy sostiene anche che non ci siano stati effetti collaterali indesiderati. Quell’estate, Coltyn si era già ripreso così a fondo da aver affrontato una scalata di cinque miglia sulla Blue Mountain! La sedia a rotelle è solo un ricordo adesso.

Nessun effetto collaterale

  “A volte l’high è voluto e necessario” spiega sua madre. “Il ragazzo stava morendo e questo gli era ricordato ogni giorno. Un poco di felicità e di tempo per dimenticare il dolore emotivo è definitivamente voluta. Sonno, fame, aumento di peso e rilassamento sono tutti effetti desiderati”. La storia di Coltyn ha segnato una posizione unica: il primo paziente pediatrico registrato ufficialmente nelle cure a base di cannabis per il morbo di Crohn in Colorado. Quello di trattare l’argomento della propria mortalità e di affrontare serenamente l’argomento è sempre stato un utilizzo molto pratico per qualsiasi enteogeno, sia nell’antichità che nelle più recenti implicazioni terapeutiche.

Coltyn e tutta la sua famiglia, con le magliette dell’associazione fondata per sensibilizzare sull’utilità terapeutica della cannabis.

  Proprio per questo Coltyn e la sua famiglia adesso girano per gli USA a raccontare di come la cannabis ha salvato la vita ad un ragazzo. Ma anche di come la sua famiglia ha dovuto abbandonare tutto e ricominciare a costruire tutto da zero per spostarsi in uno Stato in cui le terapie a base di cannabis sono legali. Questo ricorda terribilmente una marea di situazioni simili Italiane, in cui pazienti a cui è prescritta la cannabis si trovano senza cure, per carenza di materia prima. Coltyn, in ogni caso, ora ha potuto finalmente fare ritorno nell’Illinois da cui proviene, dato che la cannabis terapeutica adesso è legale anche nel suo Stato d’origine.

  “Il nostro obiettivo è salvare vite” spiega Wendy. “Quanti ragazzi la fuori stanno soffrendo inutilmente a causa dell’illegalità della cannabis? Quante nonne siedono in una infermeria riempite di farmaci senza una vita di qualità? E se la cannabis potesse aiutare tua madre? Non dovrebbe lei avere l’opzione di provarla? Non causerà il cancro, come molte medicine fanno, e alla fine potrebbe salvare una vita, come è successo a Coltyn”.

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